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«Acqua cara e piena di amianto» Le richieste del Forum toscano

I Movimenti che chiedono di tornare alla risorsa idrica pubblica si sono riuniti a Rosignano «Asa non può addebitare nelle bollette 92 milioni di investimenti che ha fatto negli anni»

ROSIGNANO. Rilanciano la lotta per tornare al servizio idrico pubblico e vogliono un'acqua di qualità. Il Forum toscano Movimenti per l'acqua si è riunito ieri pomeriggio assieme ai vari comitati attivi sul territorio provinciale di Asa per discutere di un loro programma d'intervento attraverso otto punti. «La giunta di Rossi – hanno spiegato – sta decidendo se affidare ad un unico supergestore tutto il servizio idrico con una visione industrialista lontana da quella dell'acqua come bene comune, a filiera corta e controllata dal basso».

27 milioni di metri cubi d'acqua è il consumo annuale in tutta la provincia di Livorno. «La Solvay, da sola – spiegano - ne dichiara oltre 20 milioni, pagando cifre irrisorie, quando al primo posto, per legge, ci dovrebbe essere il consumo umano». «Nel 2012 – ha aggiunto Maurizio Marchi di Medicina Democratica – la Solvay ha pagato 298mila euro, quasi quanto un centinaio di famiglie». Ancora, riguardo ai vari punti di approvvigionamento dell'acqua potabile: «Nel nostro Comune – ha detto – sono tutti inquinati da Scapigliato, mentre quelli di Vada si stanno insalinizzando sempre di più. In Toscana il 92% appartengono alla classe A 3 o sub A 3, le peggiori. Nessuna alla classe A 1, quella per uso potabile». L'acqua, secondo i membri dei Movimenti, è tra le più care ed inquinate di tutta Italia, e la situazione peggiora di report in report. Non solo, si continua a scaricare in mare e nei fiumi. 4.500 sono i punti di scarico in tutta la regione. «Di questi – ha spiegato la portavoce dei Movimenti, Rossella Michelotti – fino a quest'anno ne erano autorizzati al massimo 1.500 andando così a scaricare senza autorizzazione provinciale e facendo pagare ai cittadini». Quanto alle tubature di amianto: «sono obsolete, vecchie e pericolose e si rompono di continuo causando circa un 40% di perdita d'acqua annuale». A Rosignano, secondo Medicina Democratica, sono il 23%, contro una media toscana del 6%. «Non sarebbe consigliabile rimuoverle – hanno sottolineato – quanto lasciarle inutilizzate andando ad affiancarle ad altrettante di materiale non tossico». Tra gli otto punti inseriti all'interno del programma anche «la bonifica dei siti inquinati a spese degli inquinatori, a Rosignano come a Piombino». Contrari all'addebito in bolletta agli utenti degli “investimenti” tesi a riparare i danni da parte dell'industria pesante. «Asa, che ha come principale azionista il sindaco di Livorno – ha concluso Maurizio Marchi – ci addebiterà 92milioni di euro entro il 2020 per l'acquedotto

della siderurgia, il grande depuratore di boro e arsenico di Piombino e per depurare le fognature che fino a qualche tempo fa venivano scaricate in mare. E questo per ottenere la bandiera blu, mentre non ci hanno ancora comunicato la destinazione dei restanti 40 milioni».

Elisa Pastore

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