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Ucciso da una fucilata del compagno di battuta

Centrato alla testa, muore 59enne, lascia la moglie e due figlie Indagine dei carabinieri, ascoltati alcuni testimoni dell’incidente

RIPARBELLA. Un’altra battuta di caccia tragica, finita nel sangue. Un colpo sparato dal fucile del compagno, fermo alla posta, un uomo che si accascia improvvisamente a terra, centrato mortalmente alla testa. Le grida, le richiesta di soccorso, gli attimi di concitazione e di disperazione. Poi la constatazione - amara - che per lui non c’è più niente da fare. Inutile la corsa delle due ambulanze, allertate dal 118, per le sterrate che costeggiano la statale 68.

Siamo alle Lame, nei boschi che da Riparbella degradano verso la Salaiola, non lontano dalla Melatina. La vittima, che giace in una piazzola con una ferita visibile alla testa, è Antonio Gerardo Chirichiello, 59 anni. L’uomo vive a Riparbella con la moglie Maria Letizia Franchini, ha due figlie grandi. Lui, operaio alla Cre di Cecina, ditta che ripara elettrodomestici, è un cacciatore con una certa esperienza; quello di ieri doveva essere un sabato come tanti, trascorso con gli amici per una cacciata al passo: fagiani e altri volatili. Almeno a queste specie è aperta la stagione venatoria.

Una passione, quella per la caccia, forse ereditata dal suocero, Virio Franchini, uno dei più famosi cacciatori riparbellini, uomo capace di raccontare decine di aneddoti e storie sulle doppiette delle colline pisane e deceduto alcuni anni fa.

Ora su questo ennesimo incidente indagano i carabinieri della stazione di Riparbella, coadiuvati dal comandante, maresciallo Gliozzo e dai colleghi della Compagnia di Volterra. Sono stati loro, subito dopo i mezzi di soccorso, ad accorrere sul luogo della tragedia e ad ascoltare i testimoni. Erano da poco passate le 17 di ieri pomeriggio. E sono stati loro ad identificare ed a raccogliere la testimonianza del compagno di battuta da cui è partito il colpo che ha centrato Chirichiello. I militari mantengono il massimo riserbo sull’identità dell’uomo che ha sparato, anche se è accertato che si sia trattato di un incidente. Così come non chiariscono, al momento, quella che è stata la dinamica sulla quale sono in corso accertamenti.

E’ da verificare, infatti, se Chirichiello si sia trovato a passare sotto una delle poste proprio mentre dalla stessa sono partiti i colpi, uno dei quali gli è stato fatale. O se sia successo qualcos’altro. Così come è da verificare la distanza che intercorreva tra la vittima ed i componenti della squadra di caccia al momento degli spari.

Quando i volontari della Pubblica Assistenza di Cecina e della Misericordia di Riparbella sono arrivati in località Le Lame, al medico non è rimasto altro che constatare il decesso del 59enne ed informare le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria.

I carabinieri, dopo aver sentito i compagni di caccia della vittima ed identificato l’uomo dal cui fucile è partito il corpo mortale, hanno sequestrato l’arma. Il magistrato che coordina l’indagine, il sostituto procuratore di Livorno Gianfranco Petralia, aprirà un fascicolo per omicidio colposo.

Intanto ieri sera la notizia della tragedia alle Lame ha rapidamente fatto il giro del paese. Anche il sindaco di Riparbella Renzo Fantini, che consceva la vittima, si è detto addolorato per questa ennesima tragedia di caccia che segue, ad appena due anni di distanza, quella che costò

la vita a Raffaello Pisano, 48enne di Rialto.

Sulla salma, ancora a disposizione della magistratura, sarà probabilmente eseguita l’autopsia che potrebbe chiarire alcuni punti oscuri di una dinamica che resta, ad oggi, ancora da chiarire.(a.r.)

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