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Dopo l’addio dell’Università, il giallo di villa Celestina

Nessuna convenzione con l’ateneo pisano, computer e microscopi abbandonati alla polvere. Da capire la futura destinazione del complesso che spesso resta chiuso

Lettere e inviti ma alla fine tutto si è rivelato un flop. L'Università di Pisa è fuori dalla partita per la gestione di Villa Celestina. Ormai l'addio dell'ateneo pisano è una delle poche, amare certezze. Quello che doveva essere un centro di biologia marina d'avanguardia all'interno dello storico edificio nella pineta Marradi, altro non è stato che un fallimento.

I suoi laboratori, con circa venti postazioni di lavoro che non hanno mai lavorato a pieno regime, adesso sono totalmente abbandonati. Così computer e miscroscopi, che già negli ultimi anni sono stati usati in maniera quanto meno parziale, restano imballati e coperti di povere, nei locali seminterrati dell’edificio.

La convenzione tra l'ateneo e l'amministrazione per il loro utilizzo è scaduta da quasi due anni e nonostante lo scorso inverno il rettore dell'Università, su invito dell'assessore Margherita Pia, sia venuto più volte per effettuare dei sopralluoghi, facendo ben sperare per una rapida soluzione dell'inghippo, tutto si è arenato.

E adesso che sarà dell’edificio? Per il momento i laboratori che si trovano nei seminterrati rimangono abbandonati a se stessi. Microscopi, pc e altri macchinari scientifici tra i quali un acquario, coperti da teli per evitare la polvere mentre le pareti si coprono sempre più di chiazze di umido e di crepe. Si tratta infatti di un edificio le cui potenzialità negli anni sono state sfruttate a malapena. Da quasi un anno l'amministrazione

ha chiesto all'Agenzia del demanio la proprietà di tutto il comparto della villa che comprende anche il cinema e il minigolf, attualmente in locazione agevolata fino al 2017. Ciò consentirebbe di pensare ad usi più liberi rispetto ai vincoli attuali. Intanto la grande villa rimane chiusa.

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