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Erosione, sabbia e porto «Difendiamo la costa»

Nasce un comitato cittadino. Il professor Costa: «Ci spaventa la sinergia tra pubblico e privato». Antonini: «No a opere che compromettono il territorio»

CECINA. La qualità della sabbia, l’erosione prevista a sud ma non a nord, l’andamento degli investimenti, i rischi al tombolo. Una serie di punti interrogativi sulla realizzazione del porto turistico che porteranno alla nascita di un comitato «per la difesa del paesaggio».

Le perplessità sull’infrastruttura sono riuscite a compattare anche persone di estrazione politiche diverse; nell’associazione confluiranno iscritti a partiti come aderenti a gruppi civici. Il gruppo si costituirà sabato, nell’ambito del dibattito su “Porto di Cecina: opportunità per il turismo o scempio ambientale?” organizzato da Cittadini per Cecina. «Due anni fa – racconta Giacomo Costa, professore universitario e compagno della professoressa Roberta De Monticelli – abbiamo voluto parlare col sindaco Benedetti di alcune perplessità che avevamo su questo progetto: il fenomeno erosivo, la realizzazione di un’area commerciale, la provenienza dei finanziamenti.

A due anni da quelle domande le certezze granitiche del primo cittadino sembrano cedere. Già il geologo Aminti, in un incontro pubblico, ha ammesso che era preventivata l’erosione a sud, nella parte più importante del litorale, ma non a nord dove sta sparendo la spiaggia. Ma a spaventare è la sinergia tra pubblico e privato, in un vortice dove la sabbia scavata dalla Circolo nautico viene immessa nel ripascimento del progetto regionale. È curioso anche che l’ente controllore dei lavori della Spa sia lo stesso che ha caldeggiato l’avvio del piano: il Comune». Il dibattito è organizzato da un gruppo di cittadini, come il comitato che sarà costituito non avrà colori.

«Avrà la stessa natura del comitato contro il rigassificatore di Rosignano – dice Mario Baldeschi – in questa vicenda si stanno sistemando i danni con i soldi pubblici. Dobbiamo valutare quali vantaggi abbiano i cittadini nella realizzazione dell’infrastruttura. Poi, c’è una convenzione che deve essere rispettata e che, ad oggi, è in un cassetto e c’è il tombolo che va preservato». Perplessità anche sulla sabbia: «Viene utilizzata rena prelevata dalla foce. Quella sabbia arriva dal fiume, scende dalle colline metallifere. Il che non è rassicurante». «Fino a qualche anno

fa – dice Stefano Antonini di Cittadini per Cecina - questa città era vivibile. Oggi, ci troviamo alle prese con degli interventi che rischiano di compromettere il territorio. Il nostro compito è informare, vogliamo che i cittadini sappiano quali rischi ci sono i ballo».

Rino Bucci

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