di Al.Be.
Uno stabilimento balneare
CECINA. Alle porte della nuova stagione i balneari si preparano per la grande manifestazione che li porterà martedì 5 aprile in piazza Navona per protestare contro la direttiva Bolkestein. La direttiva della Comunità Europea prevede, dal primo gennaio 2016, di mettere all'asta le concessioni demaniali in quanto beni dello Stato. «La manifestazione - spiega Stefano Paperini della Fiba Confesercenti - arriva dopo lunghe trattative con lo Stato. Vogliamo capire come sia possibile adeguare la normativa vigente in Italia con quella europea. D'altra parte i balneari, proprio secondo quanto prevedeva la legge italiana, in questi anni sono stati spinti ad investire per migliorare le strutture; in tal senso molti sono quelli che hanno acceso un mutuo anche ventennale. Investimenti onerosi attuati con la convinzione di poterli ammortizzare negli anni, adesso ci stanno cambiando le carte in tavola e ciò non è possibile. Per questo tutti i balneari della zona parteciperanno alla manifestazione del 5 aprile». Manifestazione che è stata indetta e voluta da Fiba Confesercenti e da Sib Confcommercio. I balneari si ritroveranno in piazza Navone e chiederanno di parlare direttamente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Lo scorso anno - continua Paperini - il Governo ha bloccato le scadenze delle concessioni fino al 31 dicembre 2015, perciò dal primo gennaio del 2016, se non troviamo un accordo con la Comunità Europea, scatteranno le aste. Secondo l'Europa la legge italiana che automaticamente rinnovava le concessioni demaniali non va bene in quanto per firmare una concessione il bene deve essere messo a disposizione; c'è però una differenza - dice Paperini - tra evidenza pubblica, come prevede la legge europea e asta che è una gara al rialzo. Dobbiamo trovare un modo per evitare le aste». Ma non è finita «a questa situazione si aggiunge poi la legge sul Federalismo che metterà in mano alle Regioni tutto il comparto. La trattava in corso si è sospesa perché le proposte avanzate dallo Stato non ci trovavano d'accordo. Ecco perché - continua - le associazioni di categoria hanno indetto una manifestazione nazionale alla quale parteciperemo in massa. Vogliamo capire cosa vuol fare il Governo perché fino ad oggi non abbiamo avuto interlocutori credibili».
27 marzo 2011