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Amici miei? Il film culto è nato a Castiglioncello

 CASTIGLIONCELLO. Il conte Mascetti di Amici Miei, il personaggio interpretato da Ugo Tognazzi nel film di Monicelli è ispirato all'esponente di una famiglia nobile livornese che a Castiglioncello aveva diverse proprietà, dove soggiornava spesso. Parola di Fabrizio Borghini e Jacopo Nesti autori del libro "Caro Amici miei", (edito da Toscana in Media in collaborazione con Filmmauro), che sarà presentato questa sera alle 21 al cinema Castiglioncello.  Seguirà la visione del film. Il personaggio in questione sarebbe Giorgio Menicanti, nato a Livorno nel 1922 e morto nel 1976 in Sud Africa dove si era trasferito con la famiglia per fare fortuna col commercio dei diamanti. Trascorre infanzia e adolescenza fra la località balneare e Firenze dove frequenta il collegio. Sposa una fiorentina conosciuta sulle spiagge castiglioncellesi, che frequenta anche nel capoluogo. L'identificazione con Menicanti è confermata nel libro dalla testimonianza di una figlia, Lucia, che oggi vive in Toscana, anche se fuori dalla provincia livornese. «Non sapevo - scrive Lucia Menicanti - che mio padre avesse ispirato il personaggio di Ugo Tognazzi di Amici miei, ma quando mi è stato detto non ne sono rimasta per niente stupita». E ricorda che il padre dopo aver visto il film di Monicelli uscito nel 1975, «disse che gli scherzi erano simili a quelli che faceva quando era ragazzo». Le due figure sembrano ancor di più coincidere nel passaggio in cui la figlia, senza usare mezzi termini, scrive: «mio padre, amante della vita e delle belle donne, ha fatto fuori il proprio impero (la sua famiglia era proprietaria della tenuta e della villa Menicanti di Campolecciano a Castiglioncello)».  Ma come hanno fatto i due autori a risalire a Menicanti? «Per caso - afferma Borghini - incontrando la figlia di Giulio Scarnicci, autore con Renzo Tarabusi di molti testi brillanti scritti per il cinema, televisione e teatro fra gli anni Cinquanta e Sessanta. Mi disse che fu suo padre a raccontare a Pietro Germi (ideatore del film che fu affidato a Monicelli a causa della malattia che lo condusse alla morte, ndr) delle "zingarate" di alcuni amici e conoscenti. Fra questi c'era appunto anche Menicanti. Qualche parente abita ancora in zona, mentre il fratello Adolfo è morto in miseria in un pensionato di Quercianella».  La presentazione sarà moderata da Massimo Ghirlanda presidente del centro studi Commedia all'italiana di Castiglioncello. Saranno presenti gli autori e Roberto Odierna, parente di Giorgio Menicanti. Il libro sarà in vendita stasera, mentre nelle librerie arriverà qualche giorno prima del 16 marzo, data di uscita nelle sale del film "Amici miei come tutto
ebbe inizio" (al quale il libro è collegato tramite Filmauro che ne detiene i diritti), un remake ambientato alla fine del '400.  La serata è anche il secondo appuntamento de "La commedia viene da lontano", ciclo di lezioni organizzate dal Centro studi sulle radici storico-letterarie del cinema.

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