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Dopo la morte di un amico, Di Capua aveva deciso di smettere con il fucile

Sequestrato il pallettone

È ancora in rianimazione il cacciatore colpito a Nibbiaia

 ROSIGNANO. Sono stazionarie le condizioni di Paolo Di Capua, il cacciatore rosignanese colpito domenica da un pallettone nei boschi di Nibbiaia. L'operazione alla milza è riuscita, ma la scheggia ha fatto danni anche al fegato e al polmone.  E pensare che il cacciatore, titolare di una stazione di servizio alle Morelline, nemmeno doveva esserci a quella battuta di caccia. Lo scorso novembre, infatti, aveva assistito alle morte per malore del suo amico Giorgio Massei: erano insieme in Spagna, con altri amici, per una vacanza a Moraleja all'insegna della caccia al cinghiale. Massei, però, da quel viaggio non più tornato. E allora da quel giorno anche Di Capua aveva deciso di smettere, di riporre il fucile.  Ma domenica non avrebbe resistito al richiamo di una passione
così forte e insieme ad un gruppo di cingialai è andato nei boschi di Nibbiaia. Qui - lungo la strada del Vaiolo - è stato colpito in pieno da un pallettone, ma la dinamica non è ancora chiara ed è oggetto di indagine. Intanto, il pallettone è stato messo sotto sequestro dalla polizia provinciale.

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